Il secondo trimestre 2026 si conferma tra i migliori di sempre per il venture capital italiano al netto dei mega round, con dimensioni medie e mediane dei round in forte crescita. È quanto emerge dal report Q2-26 & H1-26 realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance, che fotografa un ecosistema sempre più maturo pur in presenza di un numero di operazioni in flessione.
Un ecosistema che matura, tra meno round e capitali più consistenti
Nei primi sei mesi del 2026 le startup e le imprese innovative italiane hanno raccolto complessivamente 813 milioni di euro attraverso 145 round. Il secondo trimestre, in particolare, ha registrato un aumento delle operazioni rispetto al primo (76 contro 69), a fronte di un ammontare investito leggermente inferiore (402 milioni contro 411 milioni). Nello stesso periodo sono stati lanciati tre nuovi fondi, per una raccolta complessiva di 104 milioni di euro destinati a rafforzare la capacità di investimento del sistema.
Capitali concentrati sulle fasi più mature
Il mercato resta polarizzato. Pre-Seed e Seed continuano a rappresentare il cuore pulsante dell'ecosistema, con il 59% dei round conclusi (rispettivamente 37 e 135 milioni raccolti). Guardando ai capitali investiti, però, sono i round più maturi a fare la differenza: Serie A (276 milioni) e Serie B e oltre (274 milioni) concentrano insieme il 68% degli investimenti, pur rappresentando solo il 21% delle transazioni.
Software e intelligenza artificiale trainano il mercato
Il comparto Software, che include il verticale Artificial Intelligence e Machine Learning, si conferma il settore più attivo del semestre con il 25% dei round complessivi. Insieme a Life Sciences e Smart City, questi tre settori rappresentano oltre la metà delle operazioni concluse nel periodo.
Per quanto riguarda i capitali raccolti, gli investimenti si sono concentrati su Software (214 milioni), Smart City (165 milioni) e FinTech (156 milioni), che insieme assorbono quasi due terzi delle risorse totali. Anche DeepTech (97 milioni) e Life Sciences (57 milioni) hanno attratto volumi significativi. L'intelligenza artificiale si conferma l'area leader per numero di round ed entra nella top three per capitali raccolti, mentre il FinTech guida per ammontare investito, trainato in particolare dal round di Rent2Cash.
Tra le operazioni più rilevanti del secondo trimestre figurano WeRoad (Serie C da 50 milioni), Smartness (Serie B da 47 milioni), Lexroom (Serie B da 43 milioni), Niulinx (Seed da 38 milioni) e MDOTM (Serie C da 24 milioni).
Il DeepTech guadagna terreno
Il report dedica un approfondimento specifico al DeepTech, l'asset class in cui il valore nasce dalla soluzione di sfide scientifiche e ingegneristiche complesse piuttosto che dall'applicazione di tecnologie già consolidate a nuovi mercati. In Italia il comparto è passato da 59 milioni di euro investiti nel 2021 a 244 milioni nel 2025, salendo dal 5% a oltre l'11% del totale investito. A livello europeo, il DeepTech ha rappresentato nel primo semestre 2026 il 25% dei capitali investiti, la quota più alta di sempre, spinta da round di grandi dimensioni come quelli di Stegra, Helsing e Neura Robotics.
Il contesto europeo: Regno Unito ancora leader
A livello continentale il primo semestre 2026 ha registrato 5.330 round per un totale di 44 miliardi di euro investiti, con l'intelligenza artificiale che da sola guida il 60% dei capitali impiegati. I mega round, pur rappresentando appena l'1,3% delle operazioni, hanno concentrato il 64% dei capitali raccolti, rendendo questo semestre il più forte per valore investito dal 2022. Il Regno Unito si conferma il principale hub europeo con 20 miliardi di euro raccolti, pari al 46% degli investimenti continentali, più della somma di Francia, Germania, Svezia e Svizzera.
Le prospettive per il secondo semestre
L'ecosistema italiano mostra fondamentali solidi, in particolare nei comparti Software, FinTech e DeepTech. Restano tuttavia alcune criticità strutturali: il calo del numero di round riflette una maggiore selettività, probabilmente legata alla sospensione degli incentivi fiscali, mentre la concentrazione dei capitali sulle fasi più avanzate evidenzia il gap di finanziamento per le aziende in fase di scale-up. Le exit sono migliorate nel numero (14 nel semestre, tutte M&A) ma restano contenute in valore, confermando che la liquidità resta il principale nodo irrisolto del sistema. Le dimensioni record dei round medi e mediani, il peso crescente del DeepTech e l'arrivo di nuovi grandi fondi europei dedicati al settore lasciano intravedere condizioni favorevoli per un secondo semestre positivo.
"Un buon primo semestre per il 2026, con gli ecosistemi europei sostenuti dai mega round e l'intelligenza artificiale che ora guida il 60% dei capitali investiti nel continente", ha commentato Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital. "In Italia, il calo dei round Pre-Seed e Seed è compensato da round medi significativamente più ampi e da un late stage in rafforzamento, elementi che ci permettono di guardare al secondo semestre con ottimismo."
Fonte: Growth Capital and Italian Tech Alliance: Presenting the Q2-26 & H1-26 Venture Capital Report
Il report completo è disponibile a questo link.