I dati confermano una tendenza chiara: l'Europa è sempre più la scelta d'elezione per i founder che vogliono avviare e far scalare aziende Deep Tech a livello mondiale. A trainare questa evoluzione sono la crescita degli investimenti, una maggiore mobilità transfrontaliera e una pipeline dell'innovazione sempre più matura.
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L'Europa fa scalare sempre più aziende Deep Tech a livello globale
Il report evidenzia come il continente stia potenziando la propria capacità di trasformare le startup e le scale-up Deep Tech in player di livello mondiale.
I dati chiave includono:
- 15,5 miliardi di euro raccolti da aziende supportate dall'EIC (European Innovation Council).
- 3 nuovi "unicorni" Deep Tech creati nell'ultimo anno.
- 12 round di investimento in equity superiori a 100 milioni di euro.
- Tasso di delocalizzazione dell'1%, a dimostrazione della forte capacità di retention delle aziende in Europa.
- Aumento delle attività di scaling transfrontaliero tra gli Stati Membri.
Questi risultati smentiscono la percezione che l'Europa faccia fatica a trasformare l'innovazione in campioni tecnologici globali. Al contrario, i dati indicano un vero e proprio cambiamento strutturale: il nostro continente si sta affermando come il territorio ideale per far crescere le imprese tech.
Un ecosistema di investimenti sempre più solido
Il documento sottolinea la crescente maturità dell'ecosistema europeo dei finanziamenti Deep Tech. Gli investimenti pubblici agiscono sempre più da catalizzatore per i capitali privati. Questo meccanismo virtuoso permette di sbloccare flussi di investimento più ampi e internazionali verso le imprese ad alta tecnologia.
I risultati principali in ambito finanziario:
- 6,5 miliardi di euro investiti tramite l'EIC.
- 5 miliardi di euro mobilitati in co-investimenti privati.
- Effetto leva di 3,5: per ogni euro investito dall'EIC Fund, ne vengono generati 3,5 da altre fonti.
- Oltre 1.000 investitori coinvolti in operazioni al fianco dell'EIC.
- L'80% dei deal (operazioni di investimento) prevede flussi di capitale transfrontalieri.
Tutto questo riflette un cambiamento di più ampio respiro. L'Europa sta costruendo l'infrastruttura finanziaria necessaria per supportare la crescita delle scale-up, riducendo la frammentazione del mercato e rafforzando la libera circolazione dei capitali.
La ricerca scientifica europea: un vantaggio competitivo fondamentale
Il report ribadisce l'importanza della base scientifica e di ricerca dell'UE come motore a lungo termine per la competitività del comparto.
Tra le evidenze chiave:
- Il 45% dei fondi UE destinati al comparto quantistico coinvolge aziende supportate dall'EIC.
- Il 25% degli investimenti europei nel settore Spazio è legato a imprese del portafoglio EIC.
- Il 30% dei soggetti beneficiari dei programmi EIC è a guida femminile.
- Il 25% degli investimenti in equity è destinato a startup fondate da donne.
Questi numeri dimostrano la crescente capacità dell'Europa non solo di partecipare allo sviluppo delle tecnologie di frontiera, ma di guidarne attivamente l'evoluzione su scala globale.
Un ecosistema sempre più interconnesso Infine, il report evidenzia una maggiore integrazione all'interno dell'ecosistema europeo dell'innovazione:
- Aziende supportate attivamente in 31 Paesi.
- Investimenti diretti dell'EIC Fund in 26 Paesi.
- Forte attività di investimento cross-border (l'80% delle operazioni).
- Crescente collaborazione tra investitori pubblici e privati.
Sebbene le sfide non manchino, l'ecosistema Deep Tech europeo sta diventando più connesso, collaborativo e pronto a supportare l'espansione internazionale dei propri innovatori.
Fonte: EIC Impact Report 2026: Europe strengthens its position as a global deep tech scaling hub