Novità in casa Caucaso: ‘Shelter: Farewell to Eden’ in anteprima italiana allo Human Rights Nights il 29 maggio e a giugno nei cinema

La regia di Enrico Masi e la fotografia di Stefano Croci esplorano memorie e spazi onirici, dalle luci del Mediterraneo agli accampamenti del ponte di Ventimiglia

‘Shelter: Farewell to Eden‘, nuovo film doc di Enrico Masi e della casa di produzione bolognese Caucaso, è l’attualissima e dolorosa storia di Pepsi, militante transessuale nata nel Sud delle Filippine in un’isola di fede musulmana. Dal Mindanao alla “giungla di Calais”, rincorre il riconoscimento di un diritto universale, vivendo l’odissea dell’accoglienza in Europa.

Human Rights Nights, festival dedicato ai diritti umani in programma alla Cineteca di Bologna, ospita l’anteprima italiana di Shelter mercoledì 29 maggio alle 20.00, mentre il 13 giugno il documentario comincerà la distribuzione nazionale con Istituto Luce Cinecittà, anche nella versione doppiata da Eva Robin’s.
Shelter ha già partecipato a tre importanti appuntamenti europei: in concorso al CPH: DOX Festival di Copenaghen, terzo maggiore appuntamento mondiale per il cinema documentario, lo storico Cinéma du Réel di Parigi, presentato in Competizione internazionale, e il BFI Flare di Londra, dove il British Film Institute presenta il meglio della produzione internazionale a tematica LGBT. Il film, inoltre, è stato nominato per il Doc Alliance Award presentato a Cannes quest’anno.

‘Shelter: Farewell to Eden‘ è stato girato nel corso di tre anni fra Sardegna, Emilia, Liguria, le Alpi Marittime e Parigi. La regia di Enrico Masi e la fotografia di Stefano Croci esplorano memorie e spazi onirici, dalle luci del Mediterraneo agli accampamenti del ponte di Ventimiglia, all’apparizione del toro bianco, in Sardegna, che richiama il mito di Europa, tutto viene saldamente ancorato alla realtà dal racconto di vita di Pepsi. Il documentario completa la trilogia dedicata ai Mega Eventi, dove The Golden Temple (2012) mostrava l’impatto delle Olimpiadi di Londra sulla popolazione e il territorio, e Lepanto (2016) guardava al Brasile trasformato, in pochi anni, prima dai Mondiali e poi dalle Olimpiadi. Con Shelter il “grande evento” è quello della crisi umanitaria, e il legame si rinforza nella resistenza e resilienza che tutti i protagonisti della trilogia esercitano nei confronti di avvenimenti travolgenti.
“Shelter – dice il regista – in qualità di film e quindi di oggetto chiuso in se stesso, a sua volta corrisponde a un rifugio, un luogo sicuro che custodisce la storia di Pepsi, ciò che lei ha voluto raccontare a noi, ciò che è accaduto sulla sua pelle.”

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