Risposta
La tutela maggiore è data dal brevetto. Tutti i programmi sono tutelati dal copyright, ma solo i software in grado di risolvere in modo innovativo un problema tecnico sono anche brevettabili. E’ possibile proteggere un'app mediante un brevetto sia nazionale che internazionale solo se essa consiste in una soluzione nuova e innovativa in risposta a un problema tecnico e a patto che il servizio che fornisce produca un “effetto tecnico”, che vada oltre la “normale” interazione fisica tra il programma del computer e l’hardware del computer su cui viene eseguito. In generale il software viene tutelato dalla normativa sul dirito d'autore. Per verificare la sussistenza dei requisiti necessari le consigliamo di rivolgersi a un professionista iscritto all'Albo dei Consulenti in Proprietà Industriale, possibilmente esperto nello specifico settore. E' possibile registrare presso la SIAE il proprio software che gode però di una tutela molto più limitata. In generale, per proteggere le proprie idee e assicurarsi che informazioni confidenziali condivise con eventuali sviluppatori o potenziali partner non vengano divulgate o usate per scopi diversi da quello concordato tra le parti è opportuno firmare un accordo di riservatezza. Nell’accordo devono essere individuate le informazioni da mantenere riservate, le modalità con cui possono essere utilizzate e i soggetti abilitati a venirne a conoscenza. L’accordo non vincola i contraenti al di fuori del dovere di segretezza, ma ha effetti obbligatori per le parti e la sua violazione determina il diritto al risarcimento del danno. E’ altamente consigliato proporre la sottoscrizione di un accordo di riservatezza tutte le volte in cui un determinato contenuto suscettibile di protezione ai sensi della normativa in materia di proprietà intellettuale possa essere divulgato a terzi con il rischio di appropriazione abusiva.




