Glossario

Acceleratore d'impresa

L'acceleratore d'impresa è una struttura di supporto alle start-up. Simile all'incubatore, l'acceleratore supporta le imprese nel passaggio dalla fase di avvio alla fase di consolidamento sul mercato.

Apertura di credito

E’ una concessione di fido bancario entro un limite d’importo definito.

Bootstrapping

Un'impresa nata grazie al "bootstrapping" è stata creata esclusivemente grazie all'autofinanziamento. Le fasi iniziali della start-up sono state finanziate dal team d'impresa ricorrendo esclusimente a mezzi propri provenienti da fondi personali o dalle prime vendite realizzte dalla start-up.

Break Even Point

Il Break Even Point o "punto di pareggio" di un'impresa o di un prodotto indica il livello di produzione o vendita in cui i ricavi pareggiano esattamente i costi. Sulle vendite realizzate dopo il raggiungimento del break even point, l'impresa realizzerà dei profitti.  

Business Angel

I Business Angels sono finanziatori che apportano all’azienda capitale di rischio per un certo numero di anni, comunemente dai 3 ai 5, esperienza/competenza di management e una rete di contatti. Divenendone soci di minoranza, partecipano alla gestione dell’impresa. Non si tratta di finanziamenti in forma di credito poiché non devono essere ripagati ad un data certa e non fruttano interessi al creditore.
I business angels intervengono per lo più quando le condizioni dell’azienda sono tali da impedire l’accesso al credito bancario o ad esempio perché si tratta di una start-up priva di bilanci pregressi o di aziende già avviate con indebitamento già elevato o di aziende a scarsa capitalizzazione.
L’investimento può essere fatto singolarmente (da 25.000 a 250.000 euro) o in gruppo con investimenti anche fino a 500.000 euro.
Esistono anche business angel prevalentemente di natura finanziaria, che investono nel capitale di rischio senza avere coinvolgimenti nell’attività di gestione strategica dell’azienda e limitandosi a ruoli di controllo.

Business Model

Ci sono numerose definizioni del concetto di modello di business. Tra le più usate, quella di A. Osterwalter (A. Osterwalder, Y. Pigneur, A. Smith (2010), Business Model Generation, auto-pubblicato) che definisce il business model come il modo in cui "un'azienda crea, fornisce e acquista valore". Il valore può essere economico, sociale o di altre forme ed è funzione dello scoppo dell'impresa. La definizione del modello di business è un'importante strumento per permettere al management dell'impresa di identificare e gestire le principali dinamiche interne ed esterne che influiscono sul business dell'azienda.

Ci sono numerose definizioni del concetto di modello di business. Tra le più usate, quella di A. Osterwalter (A. Osterwalder, Y. Pigneur, A. Smith (2010), Business Model Generation, auto-pubblicato) che definisce il business model come il modo in cui "un'azienda crea, fornisce e acquista valore". Il valore può essere economico, sociale o di altre forme ed è funzione dello scoppo dell'impresa. La definizione del modello di business è un'importante strumento per permettere al management dell'impresa di identificare e gestire le principali dinamiche interne ed esterne che influiscono sul business dell'azienda.
Ci sono numerose definizioni del concetto di modello di business. Tra le più usate, quella di A. Osterwalter (A. Osterwalder, Y. Pigneur, A. Smith (2010), Business Model Generation, auto-pubblicato) che definisce il business model come il modo in cui "un'azienda crea, fornisce e acquista valore". Il valore può essere economico, sociale o di altre forme ed è funzione dello scoppo dell'impresa. La definizione del modello di business è un'importante strumento per permettere al management dell'impresa di identificare e gestire le principali dinamiche interne ed esterne che influiscono sul business dell'azienda.

Business Plan

Il Business Plan è una sorta di “carta d’identità” dell’impresa che ne indica, in estrema sintesi, la mission, il modello di business, i prodotti e servizi, il mercato e il settore e gli aspetti economico-finanziari.

Capitale di debito

Il capitale di debito prevede un indebitamento a breve, medio e lungo termine con soggetti terzi, con obbligo di rimborso, con modalità e tempi predefiniti in relazione alla tipologia di strumenti e agli accordi contrattuali. La remunerazione è determinata in base ad un tasso di interesse, fisso o variabile, pattuito contrattualmente.
Rientrano nel capitale di debito le seguenti tipologie:

  • finanziamenti bancari a breve
  • obbligazioni
  • mutui
  • leasing
  • factoring
  • altri finanziamenti a medio/lungo termine
  • finanziamenti agevolati/pubblici
  • altri finanziamenti (es. soci).

Capitale di rischio

Il capitale di rischio è conferito dal titolare della società e partecipa al rischio di impresa. E' una risorsa stabile, poiché non vi è obbligo di rimborso, è vincolato all’impresa per durata illimitata e non presenta obbligo formale di remunerazione
Il capitale di rischio si reperisce attraverso:

  • autofinanziamento
  • aumento di capitale sociale (vecchi soci e/o nuovi soci)
  • investitori privati (business angels)
  • investitori istituzionali (Private equity–Venture capital)
  • quotazione sul mercato.

A metà strada tra capitale di debito e capitale di rischio sono i prestiti partecipativi.

Corporate Investor

Il corporate investor è un tipo di investitore in capitale di rischio rappresentato da un'impresa che prende partecipazioni in altre imprese spesso del suo stesso settore di attività o di settori connessi al suo.

Coworking

Il coworking è una modalità di lavoro che prevede la condivisione di spazi mantenendo però un'attività indipendente nata come alternativa al lavoro in casa per lavoratori indipendenti, professionisti e piccoli imprenditori.

Crowdfunding

Il crowdfunding è una modalità di raccolta fondi da un pubblico esteso (una folla). I finanziamenti possono essere di diversa natura - donazioni, prestiti, partecipazioni al capitale - e servire per sviluppare progetti di impresa, lanciare nuovi prodotti, finanziare progetti culturali o sociali ecc. Il crowdfunding è particolarmente indicato per progetti molto specifici che posso suscitare l'interesse di un pubblico ben definito anche se limitato o di un pubblico molto ampio.

Elevator Pitch

La modalità più diffusa per presentarsi ad un potenziale investitore o ad una organizzazione è il cosiddetto "Elevator Pitch" (anche chiamato solo pitch). L'imprenditore ha a disposizione cinque minuti - il tempo imposto da una corsa in ascensore - per presentare la propria impresa in maniera sintetica ed efficiente. Molte organizzazioni, in Italia e all'estero, utilizzano questa modalità di presentazione in eventi dedicati alle start-up.

La modalità più diffusa per presentarsi ad un potenziale investitore o a un'organizzazione è il cosiddetto "Elevator Pitch". L'imprenditore ha a disposizione cinque minuti - il tempo imposto da una corsa in ascensore - per presentare la propria impresa in maniera sintetica ed efficiente, Molte organizzazioni, in Italia e all'estero, utilizzano questa modalità di presentazione.

Factoring

Si tratta di una forma di finanziamento a breve termine che permette all'azienda di cedere i crediti che essa vanta nei confronti dei propri clienti ad una società finanziaria specializzata (factor). Il factor si fa carico della gestione amministrativa dei crediti, dall'emissione dei mezzi di pagamento fino all'incasso.

Finanziamenti agevolati pubblici

Tra le forme di finanziamento alla start-up vanno considerate anche le opportunità rappresentate da strumenti di finanza agevolata, ovvero quelle forme di supporto finanziario gestite da soggetti pubblici in ambito comunitario, nazionale e locale, che normalmente offrono la possibilità, tramite la partecipazione a procedure di evidenza pubblica e previa presentazione di un progetto dedicato, di coprire parzialmente le spese di personale e i costi esterni sostenuti per la sua realizzazione.

Finanziamenti esterni

I finanziamenti esterni sono rappresentati da mezzi finanziari apportati a titolo temporale da soggetti che non fanno parte della società. La forma più importante è il credito bancario.
In base alla durata si distinguono in:

  • finanziamenti a breve termine (fino a 18 mesi), come le aperture di credito in conto/corrente;
  • finanziamenti a medio termine (da 18 mesi a 5 anni), come i prestiti obbligazionari (che possono anche superare i 5 anni);
  • finanziamenti a lungo termine (oltre 5 anni), come i mutui o i leasing.

Oltre al finanziamento di debito prestato da istituti bancari e analoghi, sono da annoverare tra le forme di finanziamento esterno anche gli apporti di capitale da parte di investitori esterni, ovvero gli investimenti nel capitale di rischio dell’impresa.
Questi investimenti possono essere effettuati da investitori informali – i cosiddetti business angels – e da investitori istituzionali, ovvero da operatori specializzati che gestiscono fondi di venture capital e che con l’apporto di capitale entrano a tutti gli effetti a far parte della compagine societaria e diventano dunque nuovi soci.
Rientrano tra i finanziamenti esterni:

  • Apertura di credito
  • Obbligazioni
  • Mutui e leasing
  • Factoring
  • Prestiti partecipativi
  • Business angel e venture capital
  • Finanziamenti agevolati pubblici

Finanziamenti interni

I finanziamenti interni sono risorse economiche personali apportate dal titolare o dai soci dell’impresa, anche grazie a contributi di parenti e amici. Il ricorso al denaro dei soci evita un eccessivo indebitamento bancario e consente di non mutare l’assetto della compagine societaria.
I versamenti in denaro da parte dei soci possono assumere la forma del versamento in conto capitale o del finanziamento dei soci.
Il versamento in conto capitale, essendo privo di scadenza, presenta, tra gli altri, il vantaggio di essere vincolato all’impresa per tutta la durata della sua vita e di non soggiacere ai tempi e alle garanzie delle istruttorie bancarie.
Il finanziamento dei soci, invece, è un debito che la società contrae nei confronti di uno o più soci che hanno prestato denaro. Questo prestito è limitato ad un arco temporale più o meno definito e deve essere rimborsato; non è soggetto al rischio d’impresa se non limitatamente: se l’impresa fallisce i soci creditori hanno diritto ad essere rimborsati soltanto dopo aver soddisfatto gli altri creditori. Il finanziamento dei soci può essere fruttifero di interessi o infruttifero.

L’incubatore è una struttura di supporto allo sviluppo dell’impresa. I servizi che offre (formazione, consulenza specialistica, contributi finanziari, networking ecc.) hanno lo scopo di sostenere le imprese durante la fase di avvio (start-up) e di ingresso sul mercato.

Incubatore d'impresa

L’incubatore d’impresa è una struttura di supporto allo sviluppo dell'impresa. I servizi che offre (formazione, consulenza specialistica, contributi finanziari, networking ecc.) hanno lo scopo di sostenere le imprese durante la fase di avvio (start-up) e di ingresso sul mercato.

Mutui e leasing

Solitamente si ricorre a mutui e leasing quando ci si appresta a realizzare un importante investimento di tipo “produttivo”, non per saldare altri debiti o per effettuare acquisti correnti.
Il finanziamento bancario è pari comunemente al 75% del valore del bene per l’acquisto di attrezzature e impianti, al 70% del valore del bene se si tratta di acquisto di immobili, non supera il 50% del valore del bene se è un immobile in costruzione. L’erogazione avviene o in un'unica soluzione anticipata o per stato avanzamento lavori.
Per tali prestiti sono necessarie garanzie (anche personali) che consentono alla banca di recuperare le somme prestate nel caso di insolvenza da parte del debitore.
Il leasing consente ad una impresa di locare un bene, mobile o immobile, per un determinato numero di anni da una società – la società di leasing appunto - che lo acquista per conto dell’impresa locataria. Alla scadenza del contratto di locazione la locataria può scegliere se acquistare il bene pagando la differenza, restituire il bene o prorogare il termine del contratto di locazione. Il leasing consente di ottenere diversi vantaggi sotto diversi profili: fiscale attraverso la deduzione dei canoni; per rapidità  rispetto al credito bancario a medio lungo termine; perché evita l’obsolescenza dei beni utilizzati, ne finanzia l’intero valore dei beni, migliora la performance finanziaria non richiedendo ingenti quantitativi di denaro da utilizzare in un'unica soluzione, non prevede la concessione di garanzie reali e pertanto non intacca le eventuali proprietà aziendali.

Obbligazioni

Sono titoli di debito emessi da società di capitali per ottenere un prestito dagli obbligazionisti senza ricorrere a finanziamenti bancari. Rappresentano pertanto prestiti che gli obbligazionisti fanno alle società.

Prestiti partecipativi

I prestiti partecipativi sono un particolare tipo di finanziamento a medio-lungo termine (tra 5 e 10 anni più una fase di pre-ammortamento) che assicura all'impresa l'apporto di liquidità per fare nuovi investimenti e migliorare l'aspetto patrimoniale della società. E' particolarmente idoneo per finanziare programmi di sviluppo, ammodernamento, innovazione o ristrutturazione.
Rappresenta tipicamente una forma di capitale per lo sviluppo. Il prestito partecipativo è usufruibile anche dalle società di persone che però intendono trasformarsi in società di capitale proprio grazie ad esso.
Nei prestiti partecipativi si ha un rapporto trilaterale: banca, società e soci terzi obbligati. La società finanziata si obbliga a corrispondere alla banca, alle scadenze, il rimborso delle rate del finanziamento e i soci, a loro volta, si impegnano con la società a fornirle, a scadenze prestabilite, le somme necessarie per rimborsare le rate.
Si pongono in tal modo le premesse di un aumento del capitale sociale con versamenti effettuati man mano che avviene il rimborso del prestito.

Private Equity

Il private equity è un'attività finanziaria che vede un investitore istituzionale, ad esempio un fondo di venture capital, rilevare quote di un'impresa sottoscrivendo partecipazioni al capitale azionario. Gli opertori di private equity acquiscono quote per un arco temporale medio – lungo, in aziende dotate di un progetto e di un potenziale di sviluppo. Private Equity è tradotto in italiano dal termine “Investimento Istituzionale nel Capitale di Rischio”.

Spin-Off

Con il termine spin off si indica quella modalità di nascita di una nuova impresa in cui sono coinvolte risorse umane che si distaccano da una determinata organizzazione. Si crea, quindi, un nuovo spin off ogni volta che soggetti, impegnati in contesti industriali, accademici o istituzionali, danno vita ad una iniziativa imprenditoriale, valorizzando le esperienze professionali e il know how maturato.

Start up

Con il termine start-up si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa. Si tratta di solito di imprese appena costituite, nelle quali vi sono ancora processi organizzativi in corso. Nella fase di start-up possono avvenire operazioni di acquisizione delle risorse tecniche correnti, di definizione delle gerarchie e dei metodi di produzione, di ricerca di personale, di attività per l’accesso al mercato.

Con il termine start-up si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa. Si tratta di solito di imprese appena costituite, nelle quali vi sono ancora processi organizzativi in corso. Nella fase di start-up possono avvenire operazioni di acquisizione delle risorse tecniche correnti, di definizione delle gerarchie e dei metodi di produzione, di ricerca di personale, di attività per l’accesso al mercato.

Venture Capitalist

I Venture Capitalist sono investitori nel capitale di rischio di società con forte potenziale di crescita. Oltre all'aporto di capitali, danno anche valore aggiunto alle società investite sotto forma di consulenza direzionale e strategica. Effettuano investimenti maggiori dei business angel e di durata anche più lunga. Proprio per il fattore rischio, l’investitore dedica tempo e risorse al controllo dell'investimento effettuato.
La decisione, da parte di un business angel o di un venture capitalist, se investire o meno in una start-up dipende da numerosi elementi: la cultura organizzativa dei proponenti, i loro curricula e competenze, la capacità di comunicazione interna e di prendere decisioni, il sistema organizzativo, oltre che, ovviamente, le previsioni di mercato.